Tempo di tartufo.

Tortellacci rossi ripieni di mozzarella e ricoperti di tartufo

Ricordo che fin da piccola adoravo il tartufo, amici dei miei, che avevano il cane da tartufo, andavano di domenica alla ricerca del prezioso fungo e una pallina per noi ci scappava sempre.
Essendo un sapore per me antico, adoro quando gli amici mi dicono: “Ti va se andiamo a mangiare il tartufo?”

Perciò un caro amico mi ha fatto conoscere questo ristorante che si trova all’interno del parco di un prestigioso hotel, Patrizia e Danilo, dove ho mangiato degli ottimi piatti col tartufo.

Mini Petroniana al tartufo

Sono stata invitata anche in un altro ristorante in cui servivano ottimi passatelli col tartufo, al Black Bay, dove generalmente vado a mangiare una tagliata da sballo!

Passatelli al tartufo
Passatelli al tartufo

Nella mia Romagna, per finire, ho mangiato il tartufo appena raccolto e affettato su una fetta di pane arrostito all’olio.

Perché da noi, in una famiglia che si rispetti, il tartufo non manca mai, apri il frigorifero e se ne sprigiona l’aroma per tutta casa.

Ostriche e champagne

copri sedia natalizi di Ostrica pazza

Adoro le ostriche, voi direte: “oh, bella, hai detto niente!”, in realtà ho scoperto che non piacciono a tutti, come non piace a tutti il ristorante giapponese.

Una volta al mese, io e una mia amica, ci recavamo nel locale alla moda del momento e ne mangiavamo un po’ annaffiate con lo champagne. Ora ho perso di vista questa amica, ma ogni tanto vado con altre persone, perché le buone abitudini vanno mantenute, a farmi un buon aperitivo da Ostrica Pazza, il locale in centro che mi piace di più in assoluto per questo genere di libagioni.

Pizza senza glutine

Pizza Caruso: senza glutine con mozzarella di bufala

Qualche anno fa, ho scoperto di avere una forte intolleranza al glutine e alle proteine del latte, da allora mangio solo pizze senza glutine con mozzarella di bufala. Inizialmente a Bologna le pizzerie attrezzate per questo tipo di impasto, che deve essere isolato dalle altre preparazioni per evitare le contaminazioni, erano tre: Parco dei ciliegi, Pepperoni e Le due lune, fortuna ha voluto che quest’ultima fosse a pochi metri da casa mia e finora reputavo fosse la migliore. Poi un caro amico mi ha fatto conoscere Papeo, nuova pizzeria che sorge in un complesso residenziale nato da poco, anche lì pizza ottima; ma la sorpresa è arrivata quando ho saputo che una vecchia pizzeria di mia conoscenza e che mi piaceva tantissimo e in cui non potevo più andare, ha iniziato a fare pizze senza glutine: Caruso. Uno sballo!!! La vera pizza napoletana 😍finora direi numero uno, quasi a pari merito con Le Due Lune, per quanto riguarda gli impasti senza glutine.

Quattro stagioni

Per gli intolleranti come me, c’è un ristorante/bar molto carino in centro e si chiama Fiordaliso, brioche per la colazione ottime e anche il ristorante è molto chic con cucina ottima. Quando non riesco ad andare lì, comunque posso andare ovunque e cerco di ordinare dei secondi e delle verdure, alimenti in genere che non contengano frumento.

Toilette

Mi chiedo sempre perché nei locali il bagno per handicappati corrisponda a quello delle donne.
Qualcuno saprebbe rispondermi? Farò una ricerca approfondita.

Sono andata a leggere le spiegazioni sul web. Praticamente è una delicatezza che usano verso le donne disabili per non far loro usare il bagno degli uomini. Io però non riesco ad espletare i miei bisogni in una tazza così alta e grande, mi crea un forte disagio . Ci vorrebbe anche un bagno, piuttosto con la turca ( per dire che mi accontento ), ma che si possa usare da chi non è alta due metri e non vuole sedersi sulle parti comuni. Diciamo che, quando vado in un locale e trovo una seduta ad altezza normale, mi commuovo.

Facciamoci due fichi 🥰

confettura di fichi

“Hey ci stai fiki fiki con me…🎶” quando vedo la parola fichi penso sempre alla canzone tormentone estivo di qualche anno fa, banale se vogliamo, ma credo che sia proprio lo scopo di chi scrive certe canzoni.

Oggi una paziente mi ha regalato una confettura di fichi fatta da lei e confezionata a mo’ di regalo natalizio ( un po’ in ritardo ).

Mi è tornato alla mente quando ero piccola, una volta si era soliti fare le marmellate e le confetture di ogni tipo di frutta e pure di verdure, ad esempio di pomodori acerbi ed era buonissima! Al ristorante in cui lavoro, l’ho assaggiata addirittura di cipolla, una prelibatezza. Ricordo una grande pentola dove si faceva bollire la frutta insieme allo zucchero. E infine ricordo quando si riempivano i barattoli e si chiudevano sottovuoto per far sì che la confettura si conservasse più a lungo.

Dalla tavola alla prima digestione.

Vivendo a Bologna da sola e dovendomi mantenere, faccio due lavori: il principale è assistente alla poltrona da un dentista e nel week end o all’occorrenza, cameriera in una villa per cerimonie.

Dal dentista sono l’unica dipendente, quindi rispondo al telefono, do appuntamenti, faccio accomodare i pazienti, assisto e sterilizzo gli strumenti, quando c’è molto traffico, mi metto una scopa nel di dietro e intanto ramazzo così faccio prima! Sono la classica figura dell’assistente di una volta, come si dice da noi.

Stamattina, dopo le feste, siamo tornati al lavoro mezz’ora prima di far accomodare il paziente in poltrona, tolti i convenevoli col titolare, dovevo mettere tutto a posto per iniziare, in pratica c’era da correre!
Mi telefona il primo paziente proprio mentre facevo le preparazioni dei liquidi per la disinfezione degli strumenti e mi fa:

“ Prima della vacanze il dottore mi ha chiesto di telefonare per prendere un appuntamento dopo la Befana, me lo da adesso?”

Gli do l’appuntamento anche se il giorno e soprattutto l’orario mi sembravano inopportuni, visto che non era un’emergenza e lui mi dice:

“Signorina, non metta giù!

Volevo chiederle:

“Che cosa le ha portato la Befana ieri?”

Ero senza parole, di corsa al mattino presto e questo mi chiede della calza della Befana, non sapevo cosa rispondere perché avevo fretta e dentro di me ho pensato a quella vignetta con le due signore anziane che si incontrano.

La prima chiede alla seconda:

“Ciao cara, cosa ti ha portato la Befana?”

E l’altra seccata risponde in maniera un po’ volgare: “ Un cazzo!”

L’amica la guarda con l’occhio trombino e le dice: “Vût fer scambi col mi fular?” ( Trad. Vuoi far cambio col mio foulard? )

La tradizione della mia terra di Romagna.

cappelletti in brodo

Mentre in Emilia nei giorni di festa si mangiano i tipici tortellini in brodo col ripieno di carne, in Romagna è tradizione mangiare i cappelletti in brodo col ripieno di formaggio, non solo il ripieno, ma anche la forma è diversa. I tortellini sono piccolissimi e sono più appuntiti, mentre i cappelletti sono più grandi e hanno la forma di un cappello da prete.

Quando un bolognese vede una romagnola, cioè io, mangiare i cappelletti, scattano gli insulti e gli improperi perché secondo loro il cappelletto non ha ragione di esistere!

tortellini verdi aromatizzati al tartufo

Il santuario della Beata Vergine di San Luca

Michi a San Luca

Il Santuario di San Luca è un simbolo per i bolognesi che, rientrando in città, lo vedono svettare dalla strada e sanno di essere arrivati a casa; è sia un luogo di culto religioso di devozione legato alla Madonna, sia un tapis roulant all’aperto regolato in ripida salita.

Cioè, in pratica, chi fa jogging si confonde con chi fa pellegrinaggio per ottenere la grazia e c’è sempre un gran via vai, sia di giorno che di sera, anche dopo le 21.00.

A Capodanno è tradizione salire, far voto alla Madonna che è di buon auspicio per l’anno a venire, per la Befana non saprei, ma io sono salita anche oggi col cielo limpido dove lo sguardo si perdeva sul panorama della città.

Dimenticavo…siamo a 280 metri sul livello del mare!

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