Dalla tavola alla prima digestione.

Vivendo a Bologna da sola e dovendomi mantenere, faccio due lavori: il principale è assistente alla poltrona da un dentista e nel week end o all’occorrenza, cameriera in una villa per cerimonie.

Dal dentista sono l’unica dipendente, quindi rispondo al telefono, do appuntamenti, faccio accomodare i pazienti, assisto e sterilizzo gli strumenti, quando c’è molto traffico, mi metto una scopa nel di dietro e intanto ramazzo così faccio prima! Sono la classica figura dell’assistente di una volta, come si dice da noi.

Stamattina, dopo le feste, siamo tornati al lavoro mezz’ora prima di far accomodare il paziente in poltrona, tolti i convenevoli col titolare, dovevo mettere tutto a posto per iniziare, in pratica c’era da correre!
Mi telefona il primo paziente proprio mentre facevo le preparazioni dei liquidi per la disinfezione degli strumenti e mi fa:

“ Prima della vacanze il dottore mi ha chiesto di telefonare per prendere un appuntamento dopo la Befana, me lo da adesso?”

Gli do l’appuntamento anche se il giorno e soprattutto l’orario mi sembravano inopportuni, visto che non era un’emergenza e lui mi dice:

“Signorina, non metta giù!

Volevo chiederle:

“Che cosa le ha portato la Befana ieri?”

Ero senza parole, di corsa al mattino presto e questo mi chiede della calza della Befana, non sapevo cosa rispondere perché avevo fretta e dentro di me ho pensato a quella vignetta con le due signore anziane che si incontrano.

La prima chiede alla seconda:

“Ciao cara, cosa ti ha portato la Befana?”

E l’altra seccata risponde in maniera un po’ volgare: “ Un cazzo!”

L’amica la guarda con l’occhio trombino e le dice: “Vût fer scambi col mi fular?” ( Trad. Vuoi far cambio col mio foulard? )

Pubblicato da michelafarolfi

Romagnola di origine, bolognese di adozione, pubblico spesso aneddoti sulle difficoltà di rapportarmi alla nuova città in cui ho deciso di vivere ma che spesso fraintende il mio linguaggio.

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