Giornata della violenza sulle donne

Diciamo che la campagna di sensibilizzazione sulla violenza sulle donne è molto bella, tante belle parole. Poi quando succede veramente, la società ti condanna per la seconda volta.

“Però vestiva in maniera succinta, non dico che se lo sia meritato ma…”

“Però usciva da sola, se hai un compagno non va bene “

“Ti ha picchiato? Ma ti amava tanto…”

“Dai l’ha uccisa? Per il troppo amore”

È difficile poter cambiare la mentalità retrograda di una intera società.

Se la scampi devi rialzarti da sola, nessuno ti aiuta e vieni condannata per la seconda volta da una società che ti fa sentire sporca e inadeguata, se vogliamo, pure un po’ ingrata all’uomo che ti ha amato tanto, anche se lo ha dimostrato in modo non consono.

Una società maschilista che dice che condanna la violenza sulle donne e in realtà non fa nulla per cambiare i fatti.

Quando leggo giornata contro la violenza sulle donne mi si accappona la pelle, pensando a quanta strada dovremo ancora fare per ottenere giustizia.

Analisi della cacca


Appena arrivata nella casa di vacanza, trovo delle cacchette di animale non molto rassicuranti…
“Oddio, ci sono i topi!!!”, penso.
Chiamo un vicino, lui la guarda e mi fa: “ Non ti preoccupare, la pallina bianca non lascia spazio a dubbi o incertezze, se fosse tutta nera potrebbe sembrare topo, ma con la pallina bianca in mezzo è la classica merda di geco.”
Il famoso e simpatico geco, quello che piace a tutti, l’animale che prima o poi ti fai tatuare sulla pelle perché è simbolo di estate e di mare, il mare delle località più belle, Ibiza, Formentera, chi l’avrebbe mai detto che cagasse così tanto e pure in maniera visibile all’occhio umano?Diciamolo: delle belle merde voluminose, però col pallino bianco, un po’ come la chiquita col bollino blu, per dire…
Ecco, se prima il geco poteva farmi un po’ senso e lo accettavo perché tutti dicono che sia il top, anche per quanto riguarda il mangiare le zanzare, ora ha un po’ rotto il razzo, son sempre a tirar su delle merde come se avessi animale domestico che non da però le stesse soddisfazioni.
Ieri ne parlavo con un’amica e lei mi fa: “ Certo che cagano, in viaggio nelle località esotiche dovevo sempre mettere le lenzuola addosso perché mentre dormivo cagavano dall’alto e non gradivo cacca di geco sulla pelle”.
Come ci sono rimasta male, un po’ come quando gli uomini dicono che le belle donne col bel fisico non cagano, io pensavo lo stesso del geco, una grande delusione, ecco.

Gechino

Acquisti importanti

Qui non funziona niente, neanche la mia testa

Nella vita può succedere di essere indecisi su quale vestito comprare: “ Mi stanno bene entrambi, li compro tutti e due anche se faccio un sacrificio “
Si può essere indecisi su quale uomo scegliere…ci sono periodi in cui una donna e, forse capita anche all’uomo, è sempre indecisa fra due, quando va bene…qui infatti non ho mai scelto e li ho persi tutti nel tempo, per dire…
Ora devo scegliere dove trasferirmi e ho due case vicine che mi piacciono assai, qui non posso prenderle tutte e due poiché non sono figlia di Rockefeller, mannaggia, tiro una monetina?

Casa che crolla al tempo del Covid

Soffitto crollato per lavori in corso al piano di sopra

In questo periodo di precarietà della vita ti ritrovi a fare considerazioni sul tuo passato, presente e futuro incerto, mi sono ritrovata sospesa in una vita che non è la mia e mi sono resa conto che ho sempre vissuto per compiacere chi amavo e ho trascurato il mio bene e la mia felicità.
Un crollo di una casa può aprire voragini, anche psicologiche, può farti impazzire oppure farti rinsavire.
Bene, da una parte sono schizzata, soprattutto per la poca comprensione di chi avevo intorno, spesso le persone vicine sono le tue peggiori nemiche, dall’altra ho visto le cose con maggior lucidità e ho capito di aver fatto una vita che non era la mia, che non ero mai stata amata da chi per primo avrebbe dovuto farlo, però non riuscivo a credere che la persona più importante della mia vita potesse scatenarmi dietro una cattiveria inaspettata proprio in un momento in cui avrei avuto bisogno di aiuto.
Recriminazioni sul mio modo di vivere, come se io non meritassi niente, mi hanno portato a capire del perché io abbia sempre vissuto alla giornata, perché così mi è stato insegnato non avendo uno scopo da raggiungere, avevo una vita tranquilla fatta di duro lavoro, poi alla sera due chiacchiere con gli amici e un po’ di musica.
Stavo in un angolo a guardare la vita di chi mi avrebbe dovuto amare, aspettando il mio turno per vivere la mia.
L’amore mi è sempre stato negato ed è dura vivere senza essere amata, è dura vivere nel rifiuto della tua persona, sempre criticata e mai gratificata da chi si è sempre fatto i fatti propri.
Proprio così venivo criticata e non capivo il perché, io seguivo l’esempio che mi veniva dato ma sbagliavo agli occhi di chi mi insegnava.
Insomma chi mi conosce da fuori mi vede una brava persona, onesta e lavoratrice, chi dovrebbe amarmi e starmi vicino, mi vede una brutta persona pronta a sperperare i miei soldi.
Ho sempre vissuto fra due fuochi, avrei dovuto sganciarmi sentimentalmente da chi mi costringeva a mendicare affetto, ma non ne ho mai avuto il coraggio, avrei dovuto capirlo che non è amore lasciare che un proprio caro viva nella precarietà, in case che non sono case ma delle trappole mortali.
A Bologna, fino a poco tempo fa, affittavano di tutto senza voler spendere un centesimo per la manutenzione degli immobili, ecco io ho vissuto in case usurate perché non riuscivo a permettermi nulla di meglio, ma chi avrebbe dovuto supportarmi e aiutarmi non l’ha mai fatto e ha ritenuto giusto che io vivessi così.
Mi sono ritrovata a cinquant’anni senza arte né parte e senza uno scopo nella vita, mendicando amore da chi avrebbe dovuto amarmi incondizionatamente, sono stata un errore di percorso, un intralcio alla vita di altre persone che sarebbero state meglio senza di me.
Avrei dovuto mandare affanculo tutti molto prima e sicuramente avrei vissuto meglio.
Ma è così difficile amare?
Sarà che prima di perdere la mamma ho annusato qualcosa di veramente grande e speciale che non ho mai più ritrovato nella vita.
La casa crolla e ti ritrovi sola e capisci che lo sei sempre stata.

I “Galantuomini” di Facebook

Fotografia di Stefano Lombardi

Pensieri.
Mi dicono che non dovrei parlare dei fatti miei su Facebook, il fatto è che i fatti miei sono i fatti di mille e più persone, fatti di donne che subiscono in silenzio i soprusi di una buona parte di uomini che ci sono al mondo.
Potrei parlarne in terza persona che le cose non cambierebbero perché i comportamenti sono quelli che la maggioranza di noi accetta come giusti.
Qualcuno dei miei contatti fa girare i miei post, uomini che si sono presentati con il loro membro in erezione in chat mi scrivono in privato per sapere se io stessi parlando di loro.
Rispondo, perché è comunque educazione rispondere anche agli ignoranti, nel senso che non conoscono le buone maniere, che mi riferisco in generale a chiunque usi questo tipo di violenza sulle donne.
Poi i singoli casi mi danno occasione per ironizzare sull’argomento, perché ormai non ci si scandalizza più alla vista di un membro, ci si scandalizza di più per la mancanza di rispetto che questi soggetti hanno nei nostri confronti, così quando capita ho imparato a riderci sopra e scartare il pretendente di turno.
Bisognerebbe anche che alcune persone ritrovassero i valori e un po’ di dignità e parlo per entrambi i sessi.

Bologna zona gialla

Fotografia di Christian Bavieri

Prima giornata di libertà, vado in centro con un’amica e ci prendiamo una bella sbronza ad un concerto con pranzo sedute, poi ci rechiamo a fare shopping.
Sono tornata a casa con mille sacchetti, ricordo di aver dato il mio nominativo ai negozi dicendo di salutarmi le commesse che non c’erano, poi sono pure passata in montagnola per salutare un’amica che non c’era. A volte sono fortune, pensate un po’ se mi avessero visto in quello stato.
In tutto questo bailamme, in cui ci siamo divertite da morire, siamo tornate a casa non so come e, stamattina, scartando le cose che ho comprato per metterle da lavare, ho controllato tutte le tasche e vi ho trovato una chiave.
Mi chiama la mia amica e mi dice: “ Sai che mi sono ritrovata in tasca una delle chiavi che abbiamo trovato ieri?”
Ah ecco, pensavo che me l’avesse data un uomo per raggiungerlo nella sua dépendance, visto i personaggini in cui mi sono imbattuta ultimamente, ci sarebbe stata bene pure questa poi avevo fatto tombola!

Riapre il Bravo Caffè coi Ridillo

Bologna finalmente torna zona gialla e anche i locali possono riaprire in sicurezza.

Il Bravo Caffè ha riaperto con il gruppo funky italiano dei Ridillo, un funky da ascoltare seduti per evitare i contagi.

Io e la mia amica con due componenti della band

Inizialmente ho fatto un po’ fatica a non ballare durante il concerto, devo essere sincera, anche perché i Ridillo coinvolgono tantissimo.

Il pubblico ha comunque apprezzato il concerto e l’allegria che emanava quella musica. A tutti noi è servito a scrollarci un po’ di dosso, anche se solo per qualche ora, l’incubo di questa pandemia che sembra non finire mai.

Diciamo di aver vissuto qualche ora di normalità, speriamo di rimanere in zona gialla e poter riuscire a rivivere momenti bellissimi che solo la musica sa dare.

Bonjour tristesse in tempo di Coviddi.

Fotografia di Stefano Lombardi

Sono uscita per tre o quattro volte con un uomo, in compagnia di amici, si scherza, ci si racconta e, come al solito si parla anche di sesso, oltre che di sfighe con gli ex.
Parla e riparla, viene fuori che io sono anni che non pratico, sarà la menopausa, saranno gli uomini tristissimi che incontro, meglio guardare una telenovela 🤪, diciamo che, ultimamente, tra i miei sport preferiti c’è jogging anziché ginnastica da camera.
Inizialmente sembra una persona gentile e a modo, poi inizia a mandare fotografie del membro in chat.
Per rompere l’imbarazzo, gli dico che la fotografia è in pen-ombra, scritto così come lo vedete voi.
Anziché capire che mi stava importunando e ridere della battuta, mi manda un’altra fotografia del membro “in luce”.
Poi si autoinvita a casa mia ergendosi a paladino delle donne bisognose d’uccello, un po’ come dire: “Hai dei problemi a trovare membri prestanti? Eccomi qua, te lo presto io!!!”
Ebbene sì, me lo avrebbe soltanto prestato per una notte o due, perché il suo membro era promesso alla sua fidanzata!
Quale onore!!! Rischiavo di prendere il Covid più qualche malattia di quelle che si prendono quando uno va di fiore in fiore.
Alcune amiche poi mi dicono che adesso si usa così e che dovrei modernizzarmi, poi la mia amica saggia dice che noi siamo antiche e legate alle tradizioni ecco ben, quindi non perdo le speranze di trovare un uomo tradizionale che faccia le cose secondo le buone maniere di sempre.

Un affetto ritrovato

Io con la mamma che mi guarda

Avendo perso la mamma trentasei anni fa, più o meno, mi è sempre mancata quella complicità fra madre e figlia, anche nelle cose più banali del tipo: andare insieme per negozi, farmi consigliare nello shopping e poi anche nelle scelte di vita. Ho pensato che non l’avrei mai più ritrovata, poi stasera, telefono a mia zia per sapere se avesse bisogno di un passaggio o di un po’ di compagnia per andare a fare degli esami domattina e lei mi ha chiesto di accompagnarla a far compere più tardi, perché a far gli esami ci sarebbe andata da sola.
Mi sono sentita come una bambina a cui avevano tolto un gioco tanti anni fa e ora glielo hanno restituito, ha un altro sapore ma è comunque bello ed emozionante che una donna di famiglia ti dia l’opportunità di fare qualcosa che ti manca da sempre.

Gli allupati

Dedicato a tutti quelli ( e incredibilmente sono tanti , fenomeno dei social oramai quasi epidemico) che :
Buonanotte tesorino ( mai visti)
Buongiorno principessa (il film la vita e’ bella ha fatto proseliti)
Mi manchi ( e quindi? Materializzarsi?)
Che fai? ( come se gli importasse)
Sei libera prossima settimana? ( e passano gli anni)
Sei bellissima ( basta che posti un centimetro di pelle in piu’ e parte il sogno erotico)
Cosa ti farei ( tutte seghe mentali, da pseudo inibiti- meglio la fantasia della realta’ oramai)
Vengo a conoscerti, sei speciale ( non solo non li vedi mai . Ma dopo un po’ scrivono alla tua amica a cui chiedono l’amicizia)
Mandami una fotina un po’ intima ( si , sono qua apposta a distribuire figurine ad allupati virtuali)
E poi mi fermo qui per non menzionare i casi estremi di patologie narcisistiche e altro, da guida psichiatrica, ho documentazioni…
Signori la situazione relazionale e’ diventata seriamente preoccupante , cosa ha distorto il tutto?
Se andiamo avanti cosi’ come finiremo?
Povere prossime generazioni . Incontri da catalogo , fast food, usa e getta e anche senza usa, sempre piu’ efebi e poco uomini. Figli in provetta? Rapporti da smart phone ?

E poi arriva il lockdown e…si salvi chi può alla riapertura!!!

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