Osteria della Fondazza

Le vecchie osterie che fan bene al cuore.

Quando sono approdata in quel di Bologna, protagonista era l’osteria, luogo d’incontro in cui si mangiava, si beveva, si giocava a carte, dove, nel passato, scendevano i signori del Rinascimento o la gente equivoca che apparteneva alla numerosa schiera di chi vive ai margini della legge.
Mentre, negli anni più recenti, è diventata luogo di ritrovo anche per gli intellettuali, gli studenti e gli artisti: tutti accomunati dal desiderio di stare insieme e di chiacchierare tranquillamente tra loro, davanti a un buon bicchiere di vino. Tradizioni e usanze che vanno scomparendo, travolte dall’avanzata, ormai inarrestabile, nuova epoca dei fast food, purtroppo aggiungo io.

Nell’osteria si possono ancora gustare le polpette coi piselli, piatto che io amo. Accompagnate da un buon bicchiere di vino rosso della casa.

Polpette in umido con i piselli
All’ingresso una storica affettatrice d’epoca.
Con lo schermo per guardare le partite o gli eventi importanti

Nell’evoluzione di questa osteria è stato messo lo schermo grande per permettere agli avventori di condividere insieme i grandi eventi.

Una “libreria” di vini

Ogni tanto mi piace ricordare i vecchi tempi tornando in osteria, un tuffo nel passato che fa riflettere e ricominciare con un po’ più di carica la vita piatta e monotona di tutti i giorni.

Nino Buonocore al Bravo Caffè

Un concerto d’élite si è tenuto ieri sera al Bravo caffè, Nino Buonocore cantava con una band di eccezione, una jazz band.

Ha ripercorso la sua storia musicale dagli esordi a oggi , cantando le sue meravigliose canzoni fra cui “Scrivimi”.

Tutto riarrangiato in chiave jazz, lasciando spazio alle improvvisazioni della band. “Il live è la possibilità di rendere una natura morta sempre vivente ” dice Nino durante il concerto.

Al suo attivo, ha scritto 280 canzoni, ma non ha incassato per tutti i suoi brani.

“Esercizi di stile” è un brano attuale, dice che ci sarebbero persone che avrebbero bisogno di qualche esercizio di stile.

Ha cantato poi un brano inedito di cui uscirà un disco online. Dice di privilegiare di più il rapporto fra le persone.

Faceva parte di questa band di eccezione, un caro amico batterista che stimo fra i migliori del panorama jazz nazionale, Amedeo Ariano.Mi sono fatta fotografare fra i due Antonio. Mi hanno presentato il pianista Antonio Fresa e Antonio De Luise al contrabbasso.

Una delle cose più belle che accadono durante i concerti è quando un amico ti ringrazia per avergli consigliato una bella serata: “Grazie Miky, mi hai portato a sentire buona musica ”

Spesso i concerti che piacciono a me, sono seguiti da quattro gatti, ma sono delle “chicche” che si fanno sentire sottopelle.

Multisala sì, multisala no.

A me non piace andare nelle multisale, anche se a volte può essere comodo.

I film mi piace guardarli in ambienti confortevoli che mi facciano sentire “a casa”, da qui nasce la mia mania del luogo preferito in cui rilassarmi ed estraniarmi per un po’.

Perché andare al cinema è un po’ come isolarsi dal mondo che ti circonda, una specie di catarsi dagli stress di tutti i giorni.

Ma tutto questo discorso che sarebbe lungo e forse noioso, mi ha ricordato un aneddoto successo ad un mio paziente molti anni or sono.

Un signore dolcissimo, molto intelligente, colto, ma con la testa sempre fra le nuvole, del tipo che una volta compilò un assegno, chiuse il libretto degli assegni, prese la fattura e se lo riportò a casa, andò con un’amica di famiglia al cinema in una multisala.

Si sedettero in una sala a guardare un film, durante la proiezione gli scappa la pipì, va in bagno e torna.

Era un tipo abituato a parlare durante il film e, tornato dal bagno, chiede a quella che pensava che fosse la sua amica, cosa si fosse perso. Inizia una conversazione/monologo stoppata dalla signora di fianco che non era la sua amica!!!

Aveva sbagliato sala e di conseguenza stava guardando un altro film!

Credo che questo sia un bell’esempio di quello che è la multisala oggi.

Un ambiente asettico e spersonalizzato.

Come si fa a godere una buona visione e rilassarsi in un posto così? 😎

Enoteca Solferino

L’enoteca Solferino è un luogo di incontro per molti amici, spesso vado per un aperitivo o per cena.

Ci sono piatti dedicati ad avvocati e giudici, trovandosi nelle vicinanze del tribunale è spesso frequentato da chi ci lavora.

Ieri sera sono stata con una cara amica a cena e abbiamo potuto chiacchierare tranquillamente in pace delle nostre novità.

Poi ci sono serate in cui si riempie di gente, soprattutto di venerdì sera, il locale prende vita. Quante persone ho conosciuto negli anni in questo posto e alcune di queste si sono rivelate buone amicizie che mantengo tuttora.

Romeo e Giulietta. Nati sotto contraria stella

Stasera sono stata al teatro delle Celebrazioni a vedere un’opera molto divertente, la parodia di Romeo e Giulietta di Shakespeare.

Una compagnia di sette attori anziani, girovaghi, cercano di rappresentare la storia di Romeo e Giulietta. Sono tutti uomini e cercano di interpretare anche le parti femminili. Si aiutano in scena rubandosi le battute o consultando il copione, cercano di rappresentare l’opera come l’autore ce l’ha tramandata, ma ne esce una trasposizione comica a tratti esilarante.

Alla fine però la storia dei due innamorati, interpretata da Ale & Franz, vince su tutto.

Onyricana

Ieri sera sono stata alla presentazione dell’ultimo libro scritto da Jimmy Villotti, Onyricana, alla libreria Modo infoshop.

È un viaggio nel mondo immaginario di Jimmy, ci mostra i suoi sogni, le sue elucubrazioni mentali durante le giornate che lui trascorre con un blocchetto in mano a prendere appunti. Anch’io lo ricordo così quando lo conobbi trent’anni fa, con un taccuino in mano ad annotare i suoi pensieri.

Il libro è nato su ispirazione di due giornalisti musicali, Gianni Gherardi e Lucio Mazzi, che io ho definito il gatto e la volpe, perché, dopo aver visto il taccuino, hanno spronato Jimmy a ricavarne un libro.

La copertina è un disegno di Paolo Conte, in cui lui rappresenta un Jimmy stilizzato, come lo vede coi suoi occhi.

L’introduzione del libro è di Francesco Guccini, in cui scrive da anni sempre le stesse cose, così dice Giorgio Comaschi che presentava ieri il libro.

Guccini dice che Jimmy accavalla le gambe posando ambedue i piedi per terra e questo lo rende genio perché soltanto lui è capace di fare ciò.

Poi dice che è un amico che rende meno penosa la sua vita.

Nella presentazione Jimmy dice che in questo libro si lascia andare a scrivere tutto quello che vuole perché ormai alla sua età può concedersi questo lusso e si prende anche delle licenze poetiche.

Intanto con me sono anni che si è preso la più bella licenza poetica che potesse regalarmi:

E così è andata la serata, dopo la presentazione a cui erano presenti Giorgio Comaschi, Giampiero Cane e Roberto Grandi, nella libreria del Modo che è di fianco al bar omonimo che è uno dei miei luoghi preferiti, siamo finiti a cenare alla Cantina Bentivoglio, dove io conobbi Jimmy trent’anni fa, quando ero ancora una studentessa e lui il meraviglioso chitarrista di Paolo Conte.

Come lui non c’è nessuno in Italia che lo superi nel suonare la chitarra jazz, glielo ripetevo mentre ascoltavamo il concerto dentro al ristorante.

Il diritto di opporsi

Film di Destin Daniel Cretton, parla delle ingiustizie e del razzismo ai danni della popolazione nera.

Il protagonista, interpretato da Michael B. Jordan, è un avvocato di colore laureato ad Harvard che sceglie di difendere i neri e poveri in Alabama, che si trovano nel braccio della morte, anziché seguire una carriera di prestigio nel nord.

Uno dei condannati a morte, Walter, che difende questo avvocato, non ha commesso il reato che gli viene imputato, ma è ugualmente stato dichiarato colpevole da un carcerato che ha ottenuto così uno sconto della pena.

L’imputato, poi, ha un alibi di ferro, molti testimoni dicono che all’ora in cui è avvenuto il delitto, lui era a casa ad una festa di famiglia.

L’avvocato che difende i poveri, Bryan, decide di fare tutto ciò perché, mentre era ancora studente, si imbatte in un ragazzo come lui, stessa età, stesse passioni, che sta per essere condannato a morte. Così decide di difendere queste persone che non hanno nessuna tutela, a parte un avvocato d’ufficio che non si impegnava più di tanto. Queste persone finivano tutte sulla sedia elettrica proprio per non aver ricevuto un’adeguata difesa.

Nel film ci sono dei dettagli che ci mostrano bene qual è la situazione in alcuni stati americani.

Quando Bryan mette piede per la prima volta nella prigione di Holman, Alabama, dove si trova Walter, viene sottoposto a un’umiliante perquisizione, in cui è costretto a spogliarsi completamente.

Al di là del fatto in sé, vanno guardati bene gli occhi della guardia che lo sottopone a tanto: azzurri, glaciali, beffardi nel loro misto tra superiorità, sufficienza e divertimento, sono qualcosa si difficilmente tollerabile. Ritroveremo quello stesso sguardo raggelato e supponente in uno sceriffo del luogo.

È lo sguardo del bianco verso il nero, uno sguardo che in America ancora non si è spento del tutto.

Prove fabbricate ad arte e senza neanche cura, alibi ignorati completamente, intimidazioni verso testimoni che potrebbero cambiare la storia di un processo, decine di persone trattate come casi da risolvere prima possibile.

L’avvocato protagonista è l’eroe che si racconta, diciamo che la storia viene descritta da un unico punto di vista.

Alla scoperta delle pizzerie

Ieri sono stata a mangiare la pizza dai fratelli La Bufala.

Ho preso una margherita con bufala molto buona, alta, proprio quella tipica napoletana. Morbida, coi bordi alti, molto digeribile.

Era talmente buona che non mi sono scomposta di un centimetro, quando l’uomo che era con me, mi ha chiamato Giorgia 😂!!!

Spuntini veloci in centro a Bologna

Questo week end che è passato, sono venute a trovarmi tre amiche, due di Arezzo e una di Milano. Alloggiavano in centro e le ho portate a mangiare nel quadrilatero in cui si mangia a tutte le ore, pasti non impegnativi fatti di taglieri con affettati e formaggi e bicchieri di vino. Il primo giorno siamo state alla Baita- Vecchia Malga in via Pescherie Vecchie, poi dal classico Tamburini. Locale storico bolognese.Ad accompagnare i piatti, al posto del classico pane, abbiamo ordinato tigelle e nel secondo locale ci siamo fatte portare pure le crescentine.In quel week end devo aver preso almeno due chili di peso corporeo.

La Baita.

Da Tamburini

Immancabile sosta all’Osteria del Sole, in Vicolo dei Ranocchi, patrimonio dell’Unesco, in cui servono solamente da bere.

Ci sono grandi tavoli, una volta liberi, della serie: chi primo arriva meglio alloggia, mentre ora sono prenotabili. Se uno gradisce mangiare lo porta da casa, oppure lo acquista nei negozietti intorno.

Non potevo non portare le ragazze che non sono mai state nei luoghi tipici della città, anche solo per un bicchiere di vino, perché quando sono in vacanza le mie amiche odiano far la spesa!

L’antica pizzeria da Michele

La vera pizza napoletana è approdata anche a Bologna.

A Napoli è la pizzeria in cui si mangia la migliore Margherita del mondo.

Dal menù si possono ordinare solo quattro tipi di pizze, fra cui la classica Margherita.

Io ho assaggiato quella fritta, una vera golosità.

Quando mangiai la pizza a Napoli, il ricordo si perde nella notte dei tempi. Questa mi è sembrata molto buona ed è garantita come vera pizza napoletana.

Ci devo assolutamente tornare perché la metà se l’è sbafata l’amico che era a cena con me, non l’ho gustata in pieno, insomma tutte le scuse sono buone per una pizza!

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