
Le vecchie osterie che fan bene al cuore.
Quando sono approdata in quel di Bologna, protagonista era l’osteria, luogo d’incontro in cui si mangiava, si beveva, si giocava a carte, dove, nel passato, scendevano i signori del Rinascimento o la gente equivoca che apparteneva alla numerosa schiera di chi vive ai margini della legge.
Mentre, negli anni più recenti, è diventata luogo di ritrovo anche per gli intellettuali, gli studenti e gli artisti: tutti accomunati dal desiderio di stare insieme e di chiacchierare tranquillamente tra loro, davanti a un buon bicchiere di vino. Tradizioni e usanze che vanno scomparendo, travolte dall’avanzata, ormai inarrestabile, nuova epoca dei fast food, purtroppo aggiungo io.
Nell’osteria si possono ancora gustare le polpette coi piselli, piatto che io amo. Accompagnate da un buon bicchiere di vino rosso della casa.



Nell’evoluzione di questa osteria è stato messo lo schermo grande per permettere agli avventori di condividere insieme i grandi eventi.

Ogni tanto mi piace ricordare i vecchi tempi tornando in osteria, un tuffo nel passato che fa riflettere e ricominciare con un po’ più di carica la vita piatta e monotona di tutti i giorni.
Ha ripercorso la sua storia musicale dagli esordi a oggi , cantando le sue meravigliose canzoni fra cui “Scrivimi”.
Faceva parte di questa band di eccezione, un caro amico batterista che stimo fra i migliori del panorama jazz nazionale, Amedeo Ariano.
Mi sono fatta fotografare fra i due Antonio. Mi hanno presentato il pianista Antonio Fresa e Antonio De Luise al contrabbasso.
Ieri sera sono stata con una cara amica a cena e abbiamo potuto chiacchierare tranquillamente in pace delle nostre novità.




L’introduzione del libro è di Francesco Guccini, in cui scrive da anni sempre le stesse cose, così dice Giorgio Comaschi che presentava ieri il libro.


Morbida, coi bordi alti, molto digeribile.
Il primo giorno siamo state alla Baita- Vecchia Malga in via Pescherie Vecchie, poi dal classico Tamburini. Locale storico bolognese.
Ad accompagnare i piatti, al posto del classico pane, abbiamo ordinato tigelle e nel secondo locale ci siamo fatte portare pure le crescentine.
In quel week end devo aver preso almeno due chili di peso corporeo.

La Baita.
Da Tamburini
Dal menù si possono ordinare solo quattro tipi di pizze, fra cui la classica Margherita.
Quando mangiai la pizza a Napoli, il ricordo si perde nella notte dei tempi. Questa mi è sembrata molto buona ed è garantita come vera pizza napoletana.