Il diritto di opporsi

Film di Destin Daniel Cretton, parla delle ingiustizie e del razzismo ai danni della popolazione nera.

Il protagonista, interpretato da Michael B. Jordan, è un avvocato di colore laureato ad Harvard che sceglie di difendere i neri e poveri in Alabama, che si trovano nel braccio della morte, anziché seguire una carriera di prestigio nel nord.

Uno dei condannati a morte, Walter, che difende questo avvocato, non ha commesso il reato che gli viene imputato, ma è ugualmente stato dichiarato colpevole da un carcerato che ha ottenuto così uno sconto della pena.

L’imputato, poi, ha un alibi di ferro, molti testimoni dicono che all’ora in cui è avvenuto il delitto, lui era a casa ad una festa di famiglia.

L’avvocato che difende i poveri, Bryan, decide di fare tutto ciò perché, mentre era ancora studente, si imbatte in un ragazzo come lui, stessa età, stesse passioni, che sta per essere condannato a morte. Così decide di difendere queste persone che non hanno nessuna tutela, a parte un avvocato d’ufficio che non si impegnava più di tanto. Queste persone finivano tutte sulla sedia elettrica proprio per non aver ricevuto un’adeguata difesa.

Nel film ci sono dei dettagli che ci mostrano bene qual è la situazione in alcuni stati americani.

Quando Bryan mette piede per la prima volta nella prigione di Holman, Alabama, dove si trova Walter, viene sottoposto a un’umiliante perquisizione, in cui è costretto a spogliarsi completamente.

Al di là del fatto in sé, vanno guardati bene gli occhi della guardia che lo sottopone a tanto: azzurri, glaciali, beffardi nel loro misto tra superiorità, sufficienza e divertimento, sono qualcosa si difficilmente tollerabile. Ritroveremo quello stesso sguardo raggelato e supponente in uno sceriffo del luogo.

È lo sguardo del bianco verso il nero, uno sguardo che in America ancora non si è spento del tutto.

Prove fabbricate ad arte e senza neanche cura, alibi ignorati completamente, intimidazioni verso testimoni che potrebbero cambiare la storia di un processo, decine di persone trattate come casi da risolvere prima possibile.

L’avvocato protagonista è l’eroe che si racconta, diciamo che la storia viene descritta da un unico punto di vista.

Pubblicato da michelafarolfi

Romagnola di origine, bolognese di adozione, pubblico spesso aneddoti sulle difficoltà di rapportarmi alla nuova città in cui ho deciso di vivere ma che spesso fraintende il mio linguaggio.

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