
Le vecchie osterie che fan bene al cuore.
Quando sono approdata in quel di Bologna, protagonista era l’osteria, luogo d’incontro in cui si mangiava, si beveva, si giocava a carte, dove, nel passato, scendevano i signori del Rinascimento o la gente equivoca che apparteneva alla numerosa schiera di chi vive ai margini della legge.
Mentre, negli anni più recenti, è diventata luogo di ritrovo anche per gli intellettuali, gli studenti e gli artisti: tutti accomunati dal desiderio di stare insieme e di chiacchierare tranquillamente tra loro, davanti a un buon bicchiere di vino. Tradizioni e usanze che vanno scomparendo, travolte dall’avanzata, ormai inarrestabile, nuova epoca dei fast food, purtroppo aggiungo io.
Nell’osteria si possono ancora gustare le polpette coi piselli, piatto che io amo. Accompagnate da un buon bicchiere di vino rosso della casa.



Nell’evoluzione di questa osteria è stato messo lo schermo grande per permettere agli avventori di condividere insieme i grandi eventi.

Ogni tanto mi piace ricordare i vecchi tempi tornando in osteria, un tuffo nel passato che fa riflettere e ricominciare con un po’ più di carica la vita piatta e monotona di tutti i giorni.