Dolce e Salato

Il ristorante si trova nella piazza del mercato di San Pietro in Casale, una vecchia casa dallo stile rustico con un dehor illuminato da grandi lampade.

Siamo arrivati in anticipo rispetto ai nostri commensali e la proprietaria ci ha fatto accomodare in una saletta antistante il ristorante molto accogliente, per un brindisi di aperitivo.

Prosciutto da affettare col coltello, dietro una discreta scelta di vini di qualità.
Mortadella da affettare col coltello, dietro la cantina dei vini di annata.

Per antipasto il cameriere ha affettato mortadella e prosciutto a mano, c’erano poi grissini a volontà è un bel calice di vino frizzante.

Io sul divano del salottino degli aperitivi col calice di vino in mano.

Come si può vedere dalle fotografie i vini buoni non mancano in questo ristorante. Ci siamo poi trasferiti nella sala vicino al fuoco acceso per cenare.

Tavolo dai bicchieri e menu colorati, molto allegri.
Panchetto di legno per appoggiare la borsa delle signore.

I menù colorati e i bicchieri da acqua anch’essi colorati, davano un tocco di gioia al tavolo e l’idea dei panchetti poggia borsa è geniale. Io che non so mai dove mettere le pochette o le borse più ingombranti, ho trovato questa soluzione molto comoda ed originale.

Fra le ricette classiche come i tortellini al brodo di cappone, si potevano gustare anche piatti ghiotti come gli spaghettoni con mozzarella di bufala e salsa di pomodoro, capperi e olive.

Spaghettoni

La carne è molto buona e selezionata, proviene dalla macelleria di famiglia che si trova nella stessa piazza del ristorante.

Costata di manzo alla piastra
Cicoria tirata in padella con aglio e olio

E per finire un gelato con pere e alchermes.

Gelato alla crema con pera e alchermes.

Con un buon caffè e un rum, ho finito la serata in chiacchiere e buona compagnia. L’impeccabile servizio con il grembiule leopardato dava il tocco di brio in più al locale.

Divisa leopardata indossata dal personale.

Pubblicato da michelafarolfi

Romagnola di origine, bolognese di adozione, pubblico spesso aneddoti sulle difficoltà di rapportarmi alla nuova città in cui ho deciso di vivere ma che spesso fraintende il mio linguaggio.

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