Covid 19 riflessioni

Presa dalla zero voglia di far la fila, sto dando fondo alle riserve della dispensa. Non ho nemmeno voglia di uscire di casa perché in relax io ci sto molto bene.
Ho ricominciato a cucinare, spaghetti al sugo, pennette, risotti eccetera, che un po’ mi rompe ma sempre meno della fila chilometrica per la spesa, che poi, quando sei arrivata e entri dentro, cerchi di fare in fretta perché ti dispiace far aspettare gli altri, un po’ come le file in bagno in discoteca insomma, che cerchi di farla velocemente perché hai visto le tue vicine in attesa con te, far mille mosse per trattenersi.
Dopo l’ultima volta che volevano chiamare i carabinieri perché mi allenavo con i fustini del Dash, non sono più riuscita a fare una spesa seria e tranquilla.
Lavorando in un ristorante nel week end, dovrei saper cucinare bene, invece non mi piace e, ogni volta che prendo in mano una padella, i miei colleghi, titolare compresa, mi immortalano su Facebook per prendermi per i fondelli ai fornelli.
Svogliatamente rispolvero le vecchie ricette di sughi per la pasta.
Quelle ricette e quei sughi che facevo quando convivevo, due anni di convivenza, mi sono bastati a sentirmi in prigionia più di ora in emergenza covid 19.
Ho cinquantatré anni e ho convissuto solo due anni, non si trombava mai ma si sgurava sempre, e sgura e cucina e cucina e sgura, e stira e lava e viceversa, avevo pure dovuto abbandonare il secondo lavoro al ristorante per tanto che avevo da fare.
Uscivo solo al sabato e vabbè storie tristi.
Poi, frequentando le plastificate dal negro, mi sono sentita così un pesce fuor d’acqua che mi era venuta voglia di trovare un amore, beh il Covid mi è servito per ricordare chi erano i miei amici, prima dell’avvento delle plastificate, le lezioni che la vita mi aveva insegnato, cioè che in convivenza ci si sente in galera e ci vuole coraggio ad uscire dagli schemi per ritrovare libertà ed equilibrio. Che l’indipendenza, il poter e dover contare sulle proprie forze, serve sempre e comunque.
Che non è tutto oro ciò che luccica, compresa la plastica.

Pubblicato da michelafarolfi

Romagnola di origine, bolognese di adozione, pubblico spesso aneddoti sulle difficoltà di rapportarmi alla nuova città in cui ho deciso di vivere ma che spesso fraintende il mio linguaggio.

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