Onyricana

Ieri sera sono stata alla presentazione dell’ultimo libro scritto da Jimmy Villotti, Onyricana, alla libreria Modo infoshop.

È un viaggio nel mondo immaginario di Jimmy, ci mostra i suoi sogni, le sue elucubrazioni mentali durante le giornate che lui trascorre con un blocchetto in mano a prendere appunti. Anch’io lo ricordo così quando lo conobbi trent’anni fa, con un taccuino in mano ad annotare i suoi pensieri.

Il libro è nato su ispirazione di due giornalisti musicali, Gianni Gherardi e Lucio Mazzi, che io ho definito il gatto e la volpe, perché, dopo aver visto il taccuino, hanno spronato Jimmy a ricavarne un libro.

La copertina è un disegno di Paolo Conte, in cui lui rappresenta un Jimmy stilizzato, come lo vede coi suoi occhi.

L’introduzione del libro è di Francesco Guccini, in cui scrive da anni sempre le stesse cose, così dice Giorgio Comaschi che presentava ieri il libro.

Guccini dice che Jimmy accavalla le gambe posando ambedue i piedi per terra e questo lo rende genio perché soltanto lui è capace di fare ciò.

Poi dice che è un amico che rende meno penosa la sua vita.

Nella presentazione Jimmy dice che in questo libro si lascia andare a scrivere tutto quello che vuole perché ormai alla sua età può concedersi questo lusso e si prende anche delle licenze poetiche.

Intanto con me sono anni che si è preso la più bella licenza poetica che potesse regalarmi:

E così è andata la serata, dopo la presentazione a cui erano presenti Giorgio Comaschi, Giampiero Cane e Roberto Grandi, nella libreria del Modo che è di fianco al bar omonimo che è uno dei miei luoghi preferiti, siamo finiti a cenare alla Cantina Bentivoglio, dove io conobbi Jimmy trent’anni fa, quando ero ancora una studentessa e lui il meraviglioso chitarrista di Paolo Conte.

Come lui non c’è nessuno in Italia che lo superi nel suonare la chitarra jazz, glielo ripetevo mentre ascoltavamo il concerto dentro al ristorante.

Pubblicato da michelafarolfi

Romagnola di origine, bolognese di adozione, pubblico spesso aneddoti sulle difficoltà di rapportarmi alla nuova città in cui ho deciso di vivere ma che spesso fraintende il mio linguaggio.

2 pensieri riguardo “Onyricana

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