Si perde nella notte dei tempi la mia prima serata in cui andai ad ascoltare musica jazz a Bologna. Abitavo in una casa di ragazze marchigiane e mi portarono in Cantina Bentivoglio appena le iniziai a frequentare. Eravamo molto affiatate all’inizio, poi si sa che gli uomini, le gelosie, allontanano.
Jimmi Villotti
In Cantina conobbi Jimmy Villotti, un’amicizia che ho coltivato nel tempo. All’epoca era il chitarrista di Paolo Conte, trascorreva i pomeriggi in casa nostra, io studiavo e lui scriveva testi di canzoni. La nostra è sempre stata una bella amicizia perché ci stiamo simpatici, fra noi c’è stima e rispetto reciproco. Frequentavo l’ambiente del jazz e conobbi altri famosi musicisti bolognesi fra cui Piero Odorici e tanti altri, ricordo che andavo spesso al Chet Baker, un locale prettamente jazz in via Polese che vedeva affacciarsi i primi nomi noti di artisti locali.
La Musica
La musica è sempre stata la mia passione che ho mantenuto nel tempo, i locali sono cambiati, i ragazzi sono cresciuti, ma il jazz e il suo ambiente profumano di buono per me, perché questo tipo di musica è anche uno stile di vita che implica la frequentazione di un certo giro di persone a cui ti senti legata. Nella diversità li senti simili proprio per questo motivo ed è subito feeling anche se li hai conosciuti da poco tempo, un po’ come gli amori a prima vista. Ed a proposito di feeling, come due bambini, io e Jimmy giochiamo ancora incuranti dell’età.